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Valenza - Città delle Arti e delle Scienze

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Accenni storici

La città fu fondata dai Romani nel II sec. a.C. ma presto giunsero i berberi e gli arabi che restarono, tra alti e bassi, per cinque secoli. Successivamente passò agli Aragona, ma solo nel XV sec. vive il suo periodo d'oro, grazie alla presenza del porto che la rende centro commerciale d'Europa. L' idillio, però, vacilla presto con la scoperta dell'America (in parte finanziata dalla stessa città) che sposta il centro commerciale sull'Oceano.

Una seconda rinascita arriva solo nel XX sec, con la crescita edilizia e di infrastrutture.

Nel 1957 una grande alluvione colpisce la città, provocando l'esondazione del fiume Turia. Da quel momento il fiume fu deviato e il suo letto trasformato in parco naturale.

Nel 1978 viene approvata la Costituzione spagnola e, contemporaneamente, viene riconosciuta la Comunità Autonoma Valenzana, con capoluogo Valenza, una città in continua crescita e, ad oggi, tra le prime città spagnole per la qualità della vita.


Tradizione

Las Fallas

Dell'antica cinta muraria non resta molto ma tra i resti spiccano (restaurate) le Torres de Serrans (a nord del centro storico). Da qui ogni anno iniziano i festeggiamenti per la festa tradizionale de Las Fallas, celebrazioni che dall'ultima domenica di febbraio si protraggono fino al 19 marzo, festa di San Giuseppe. In origine erano i falegnami che nella notte del 19 marzo, per dare il benvenuto alla primavera, bruciavano davanti ai loro laboratori i pali di legno su cui d'inverno poggiavano le lampade per far luce. A lungo andare, ai pali aggiunsero stracci vecchi e cianfrusaglie così da fargli assumere un aspetto simile a dei fantocci (ninots = nani), dal carattere ironico e critico.

Oggi las Fallas sono vere e proprie opere d'arte di cartapesta e legno, su cui artisti e scultori locali lavorano durante tutto l'anno. Ogni quartiere ha la sua falla (organizzazione) e ogni anno presenta due Fallas (una Mayor e una Infantil). Tutte verranno bruciate nella notte del 19 durante il Cremà, tranne il Ninot Indultat, ossia il fantoccio favorito dai visitatori, che verrà poi esposto al Museo Fallero insieme ai vincitori degli anni precedenti.

Tradizione vuole che i valenzani si vestano con gli abiti tradizionali, i quali però risalgono al XVI sec., quindi antecedenti alla tradizione deLas Fallas.


Curiosità: questa festa è gemellata con la Festa dei Gigli di Nola (22 giugno - San Paolino).


Cultura a tavola

La Paella è originaria della Comunità Valenzana. Il nome si riferisce alla padella con cui si cucina questo piatto. Una ricetta "di recupero" a base di riso, zafferano, brodo e spezie (oltre al rosmarino) a cui si aggiungono carne (nello specifico pollo, coniglio e maiale), verdure verdi e lumache.

L'autentica paella, dunque, non è quella mista di carne e pesce come erroneamente si crede. La paella de mariscos e quella mista, come quella al nero di seppia e tutte le altre varianti, sono arrivate poi.


Curiosità: lo sapevi che esiste la giornata mondiale della paella?! Si festeggia il 20 settembre!


Da sapere se si vuole mangiare la paella a Valenza: per essere un piatto molto poco digeribile, i valenzani NON mangiano MAI la paella a cena, SEMPRE E SOLO a pranzo. Non siate turisti sprovveduti e non fatevi odiare dai ristoratori!

Uno dei locali migliori per gustare un'autentica paella è Yuso. La prenotazione è fortemente consigliata, per evitare di restare con la bocca asciutta!


Luoghi d'interesse

Cattedrale e Miguelete.

La Cattedrale sorge sui resti di un antico tempio romano, poi convertito in moschea. Di stile principalmente gotico, è dedicata all'Assunzione della Vergine Maria. Al suo interno pare sia custodito il Santo Graal (il calice utilizzato da Gesù durante l'ultima cena). Purtroppo però, per quanto alcuni documenti avallino questa tesi, nella realtà non è certo si tratti dell'autentico.

Il Miguelete è il nome dato al campanile della Cattedrale, dal quale è possibile godere della vista panoramica su tutta la città.


Museo Marqués de Dos Aguas.

La facciata di questo palazzo è decisamente la più affascinante della città. Appartenuto ai Marchesi Dos Aguas, oggi ospita il Museo Nazionale della Ceramica, ma già solo l'ingresso è uno spettacolo marmoreo da ammirare senza fretta, in cui perdersi alla ricerca dei dettagli minuziosi. Una vera e propria opera d'arte a cielo aperto, dalle dimensioni smisurate, in stile Rococò.


Ciutat de les Arts i les Ciències

Un quartiere di recente realizzazione, progettato dagli architetti Santiago Calatrava e Félix Candela. I vari padiglioni che lo compongono sono in stile futuristico, e i colori dominanti vanno dal bianco all'azzurrino chiaro, con qualche nota di grigio; dalle forme tondeggianti e morbide; intervallati da piscine d'acqua ad abbellire le piazze che si alternano tra un padiglione e l'altro.

Ogni padiglione al suo interno ospita qualche mostra, museo, o attrazione che vale la pena vedere. Alcuni a pagamento, altri gratuiti. Ed infine, l'Oceanografico: una sorta di zoo-parco dei divertimenti a tema acquatico.

Il mio consiglio è di raggiungere il quartiere di prima mattina, per poter godere degli spazi in assenza di altri visitatori. Dedicarci almeno mezza giornata e camminare senza fretta tra i vari edifici; entrare in quelli che vi attirano maggiormente e tralasciare quelli che non vi convincono.

La visita all'Oceanografico richiede una giornata. Come per la Città delle Arti e delle Scienze, infatti, c'è molto da vedere e meritano entrambi una visita "lenta". Consiglio di munirvi di pranzo al sacco per evitare code e prezzi esagerati all'interno della Città delle Arti e delle Scienze. Mentre per quanto riguarda l'Oceanografico è proibito introdurre cibo dall'esterno, ma troverete all'interno del parco vari punti di ristoro.


A zonzo per la città

Idee per itinerari giornalieri

Da Torres de Serrans seguite il lungo fiume verso la Città delle Arti e delle Scienze e godetevi il parco e i ponti. Tra i più suggestivi: pont del Real; pont de les flors; pont del mar; pont del Regne da cui è possibile anche ammirare dall'alto il Parc Gulliver, allestito all'interno del parco naturale sottostante. Tra un ponte e l'altro, fate un giro anche dentro il parco!



Dalla Placa de l'Ajuntament procedete verso Placa D'Alfons el Magnanimo e la Porta de la Mar (da dove partono i bus per la Città delle Arti e delle Scienze). Da qui, dirigetevi verso Placa Redonda, passando per il Museo Nazionale della Ceramica, e approfittate per acquistare qualche souvenir e poi continuate in direzione Mercato Centrale, il luogo ideale per una breve pausa pranzo economica e locale. Potrete poi gustare uno squisito caffè al Café de Camillo e poi non perdetevi la facciata più stretta d'Europa, in Placa de Lope de Vega. Continuate verso Plaza de la Reina e Plaza de la Verge e, se siete appassionati di archeologia, arrivate in Placa de l'Almoina, dove potrete ammirare i resti della urbe romana.

Se avete ancora un po' di energia, andate verso Torres de Quart (a ovest del centro storico): se siete fortunati, sotto l'arco troverete un violinista che vi delizierà con la sua melodia.


Perdetevi per le strade del centro, lasciatevi trasportare dai murales che colorano le vecchie pareti; entrate nelle stradine e piazzette nascoste, fate caso ai dettagli, dietro quelle mura abbandonate potreste trovare giardini segreti, palazzi affascinanti, scorci di vita quotidiana fatta di cose belle e di cose meno belle, di decadenza e di rinascita, fianco a fianco, che si sostengono a vicenda.


Passate dalla Stazione dei treni, il suo ingresso è arricchito da mosaici minuziosi, pietre luccicanti e arte. E poi andate verso il Mercat de Russafa.



Non ha niente a che vedere con il Mercato Centrale e non vi consiglio di fermarvi a mangiare in uno dei tanti ristoranti stellati presenti al suo interno, ma visitatelo se ne avete piacere, anche solo un giro! E poi perdetevi per le strade del quartiere, tra palazzi eleganti e imponenti, decisamente moderni, mentre andate verso la Gran Via, una delle strade principali che costeggia l'omonimo quartiere. Quello che troverete in questa zona sono strade piene di locali, uno dietro l'altro, dal messicano al cinese, passando per ogni angolo del mondo. Personalmente, quella che mi ha colpita di più è stata Carrer del Conte d'Altea.



Fonti

https://www.visitvalencia.com

https://it.wikipedia.org

https://www.pasionfallera.com



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